A cura di Salvatore Soresi
Sono essenzialmente due le ragioni che ci hanno portato a pensare a questo numero speciale della nostra newsletter:
la prima riguarda la ripresa dei lavori di organizzazione e pianificazione di una Consensus Conference sul Counselling  (vds comunicato stampa diramato dal Consiglio Nazionale Ordine Psicologici);
la seconda l’imminente presenza in Italia di un’importante evento internazionale in materia di counselling e di supporti al lavoro decente, all’equità e all’inclusione (vds www.unipd.it/counseling-and-support2017).
Per quanto concerne il primo punto, come sanno coloro che hanno seguito anche sulle pagine di questa Newsletter i lavori promossi dal Network Uni.Co (Network Universitario per il counselling) il tema del counselling, in Italia in modo particolare presenta una serie di criticità e problematicità che stanno facendo registrare livelli di conflittualità decisamente elevati. Molti segnali di tutto questo erano d’altra parte già presenti anche quando, nel 2013, dal La.R.I.O.S era partita l’idea di  dar vita ad un network universitario italiano che, in modo simile a quanto stava avvenendo in altri contesti internazionali, si proponesse di approfondire la delicata questione della formazione e certificazione delle competenze in materia di counselling anche in considerazione del fatto che da noi, come hanno rilevato pure  Bosio e Lozza (2014), esiste il nodo dell’occupabilità degli psicologi italiani e di  un ordine professionale che continua a far registrare in Italia il più elevato livello di crescita in confronto alle altre professioni ordinistiche. Allora avevamo espresso la preoccupazione, condivisa da numerosi colleghi afferenti ad università italiane ed europee, che il lavoro psicologico del futuro non avrà molto mercato e che quello che ci sarà riguarderà soprattutto il counselling, ma un tipo di counselling decisamente diverso da quello che siamo stati sinora abituati a considerare. In futuro avranno maggiori probabilità di risultare attraenti, per quanto concerne l’ambito dell’applicazione della psicologia, quei professionisti che dimostreranno di essere in grado di proporre soprattutto interventi poco costosi, brevi ma efficaci, per piccoli e grandi gruppi, finalizzati all’incremento delle abilità di problem solving, dell’empowerment e dell’autodeterminazione delle persone; che saranno in grado di supportare interventi formativi e di aiuto a distanza, di utilizzare linguaggi e collaborazioni multidisciplinari, interventi improntati ad elevata flessibilità, adaptability e di allargare i propri ambiti di competenza (Nota & Soresi, 2015; Soresi & Nota, 2014).
Lo stimolo “scatenante”, la nascita di Uni.Co e  le ipotesi di attivare anche in Italia una Consensus Conference in materia di couselling, si riferisce in ogni caso all’emanazione della legge 4/13 che ha affidato alle associazioni professionali di natura privatistica e non solo esclusivamente a quelle di tipo ordinistico (degli psicologi e dei medici, ad esempio) anche, tra gli altri, i compiti di:
valorizzare le competenze dei propri iscritti;
promuovere la loro formazione continua;
vigilare sulla condotta professionale degli associati;
individuare i titoli di studio necessari;
indicare l’eventuale obbligo di aggiornamento;
accertare l’effettivo assolvimento di tale obbligo (art. 5);
rilasciare attestazioni relative agli standard qualitativi e di qualificazione professionale, che tuttavia non rappresentano requisito necessario per l’esercizio dell’attività professionale (art. 7).
Si tratta di una legge che riguarda da vicino anche coloro che sono interessati al counselling in quanto, come recita il suo primo articolo, trattasi di “una professione non organizzata in ordini o collegi […] volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi” (art. 1, comma 2).
Il dettame di legge precisa ancora che “I professionisti possono costituire associazioni professionali (con natura privatistica, fondate su base volontaria e senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva) con il fine di valorizzare le competenze degli associati, diffondere tra essi il rispetto di regole deontologiche, favorendo la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza” (art. 2, comma 1). “Le associazioni professionali, continua la legge, promuovono, anche attraverso specifiche iniziative, la formazione permanente dei propri iscritti…” (art. 2, comma 3).
Come è stato ribadito nel corso della prima giornata di studio del network UniCo, l’avvio di un confronto, di un dibattito in materia di counselling e di una Consensus Conference in grado di ospitarli si consideravano necessari e opportuni al fine di:
giungere ad una definizione degli ambiti di intervento del counselling da prendere in considerazione come, ad esempio, quelli in favore del disagio psicosociale, dell’orientamento, del lavoro, delle organizzazioni, della riabilitazione e del supporto psicopedagogico, della consulenza alle coppie e alle famiglie, della salute e del benessere di persone e gruppi, dello sport, della mediazione culturale, ecc. (Cottone, 2014; Kaplan, Tarvydas, & Gladding, 2014; Nota, Soresi, Ferrari, & Ginevra, 2014);
precisare una tassonomia alla quale fare riferimento, riflettendo ad esempio sulla vantaggiosità di limitarsi a considerare, ad esempio, solo forme di counselling prettamente psicologico, o ritenere più promettente aprirsi anche a forme di counselling maggiormente multidisciplinari, sociali, educative, filosofiche, economiche, ecc.;
indicare la formazione da proporre a coloro che sono interessati allo svolgimento di professioni ascrivibili agli ambiti di cui sopra;
proporre un’eventuale forma di accreditamento e di certificazione delle competenze considerando la possibilità di affiancare ai titoli di studio anche un qualche ‘bilancio delle competenze acquisite’.
Questi sono alcuni dei nodi che la Consensus Conference sul Counsellig dovrà cercare di sciogliere anche se, come si è già constatato sin dai primi incontri del Comitato promotore e del Comitato Tecnico Scientifico della CC non sarà facile registrare un ampio accordo su questioni di fondo come quelle sopra ricordate.
La seconda, ragione che ci ha portato a pensare a questo numero speciale della nostra newsletter si riferisce, come accennato, all’imminente presenza a Padova, dal 5 al 7 ottobre, dell’International Conference Conference “Counseling and Support. Decent Work, Equity and Inclusion. Passwords for the present and the future” (www.unipd.it/counseling-and-support2017). Si tratta di un’importante evento scientifico che è stato voluto e patrocinato dalle più importanti associazioni che, a livello internazionale, si occupano di counselling e di inclusione. Come si può dedurre dal corposo programma e dalle segnalazioni che seguiranno queste righe introduttive la conferenza è stata fortemente voluta in quanto anche il counselling e i suoi professionisti sono chiamati ad incrementare i loro sforzi al fine di contribuire efficacemente al ridimensionamento di quelle problematiche che incidono significativamente sulla qualità della vita delle persone e la vivibilità dei nostri contesti, da quelle energetiche a quelle alimentari, da quelle dell’inquinamento e della difesa dell’ambiente a quelle della scelta di forme di sviluppo effettivamente sostenibili, da quelle delle migrazioni e della super-diversità a quelle della formazione e del lavoro che debbono diventare di qualità e dignitosi per tutti.
Ci sono parole ed espressioni che in modo emblematico, quotidianamente, anche i nostri mass media utilizzano per allertarci a proposito di come ci stiamo prendendo cura del nostro presente e del futuro: lavoro 4.0, globalizzazione, povertà, epidemie e pandemie, terrorismo, muri, rischi, diversità, velocità ed accelerazioni, cambiamenti, transizioni, competizioni, innovazioni, precariato, economia etica e civile, welfare…
In tutto questo le scienze dell’orientamento, l’economia, le scienze sociali ed umane, i servizi e le professioni interessate al benessere e al futuro delle persone, debbono fare la loro parte proponendo ed anticipando nuove visioni, diverse sensibilità, competenze da stimolare e mettere in circolo. Devono sperimentare soluzioni e buone pratiche per ridurre significativamente il numero di coloro che sono a rischio di espulsione, dal lavoro, dalla formazione, dalle comunità, o che potrebbero vedersi negato o affievolito il diritto alla cittadinanza attiva. Gli studiosi e i professionisti che si riuniranno a Padova si confronteranno su tutto ciò ritenendo urgente farlo in quanto le iniquità che si stanno osservando tra paesi e tra persone potrebbero aumentare ulteriormente se non vengono abbracciate, con decisione e generosità, scelte e contromisure efficaci in favore della qualità dell’occupazione e dei supporti da mettere a disposizione delle fasce maggiormente a rischio di esclusione dal mondo della formazione e del lavoro. Sarà un impegno particolarmente gravoso, ma al contempo fortemente stimolante in quanto si tratterà di partecipare a dibattiti e confronti internazionali a proposito degli approcci teorici e metodologici, delle risorse, degli strumenti, delle applicazioni e delle professionalità che, in ottica inclusiva, multi e interdisciplinare, potrebbero promuovere una rivisitazione del modo usuale e tradizionale di occuparsi di benessere, di formazione, di lavoro e di inclusione.
Anche in questa occasione e a conclusione di questa breve introduzione a questo numero speciale della Newsletter della SIO, desidero ringraziare coloro che da oltre un anno stanno lavorando alla buona riuscita della Conference rinunciando anche a gran parte delle proprie ferie: sto pensando in particolare alla chair della Conference, a Laura Nota dell’Università di Padova che anche in qualità di Delegato del Rettore per l’Inclusione e la disabilità di questa Università ha avvertito la necessità di attirare l’attenzione sulle minacce che in diverse parti del mondo, come anche da noi, si stanno addensando attorno all’inclusione e al lavoro dignitoso; ad Angelo Righetti, Presidente di International Social Economy Network, Italy, a Scott V. Solberg della Boston University, per il prolungato supporto da loro fornito nella stesura del programma scientifico della Conference; ai membri del Consiglio Direttivo della SIO e a tutto il team del Larios e del Centro di Ateneo per la Disabilità e l’Inclusione.
Un sentito ringraziamento va ovviamente indirizzato anche a tutto il nostro Comitato scientifico, per il contributo che forniranno anche a proposito dei gruppi internazionali di ricerca che saranno attivati a Padova in materia di decent work, di equità, inclusione e del ruolo che al riguardo potrebbero ricoprire i servizi, le professionalità e le discipline interessate al counseling, al benessere,  alla formazione, al lavoro e allo sviluppo. Tra questi figurano anche  A. Antonietti, Univ. Cattolica di Milano, G. Bencini, Univ. Ca’ Foscari, Venezia, A.E. Berti, Univ. di Padova, J. Bimrose, Univ. of Warwick, UK, D.L. Blustein, Boston College, USA, J. Bonetto, Univ. di Padova, S. Brown, Loyola University Chicago, USA, C. Calleja, Univ. of Malta, Malta, E. Camussi, Univ. di Milano-Bicocca, B.J. Carducci, Indiana Univ. Southeast, USA, L. Carrino, KIP International School, A. Cattani, Univ. di Padova, A. Causero, Univ. di Udine, G. Ceccarelli, Univ. di Urbino, R.G. Cinamon, Tel Aviv Univ., Israel, V. Cohen-Scali, Conservatoire National des Arts et Métiers (CNAM), France, A. Contarello, Univ. di Padova, B. Cortese, Univ. di Padova, F. da Porto, Univ. di Padova, A. Da Re, Univ. di Padova, J-P. Dauwalder, Univ. of Lausanne, Switzerland, N.A. De Carlo, Univ. di Padova, S. Di Nuovo, Univ. di Catania, M.E. Duarte, Univ. of Lisbon, Portugal, F. Dughiero, Univ. di Padova, B-J. Ertelt, Univ. of Applied Labour Studies Mannheim (HdBA), Germany, J. Fiz Pérez, Univ. Europea di Roma, I. Garofolo, Univ. di Trieste, I. Gati, The Hebrew Univ. of Jerusalem, Israel, L. Gerstein, Ball State Univ., USA, M. Giangreco, Univ. of Vermont, USA, G. Gosetti, Univ. di Verona, G. Griffo, Disabled People’s International, Rete Italiana Disabilità e Sviluppo (RIDS), C. Guarnieri, Univ. di Padova, P. Gubitta, Univ. di Padova, P.J. Hartung, NEOMED – Northeast Ohio Medical Univ., USA, Z-J. Hou, Bejing Normal Univ., China, K. Howard, Boston Univ., USA, M. Israelashvili, Tel Aviv Univ., Israel, J. Katsarov, NICE Network/Univ. of Zurich, Switzerland, F. Leong, Michigan State Univ., USA, A. Lo Coco, Univ. di Palermo, D. Lucangeli, Univ. di Padova, N.A. Lukyanova, Tomsk Polytechnic Univ., Russia, P. Macchi, Univ. di Trento, F. Madeddu, Univ. di Milano-Bicocca, P. Magnano, Univ. di Enna, A. Magone, Torino nord ovest srl impresa sociale, K. Maree, Univ. of Pretoria, South Africa, A. Marguccio, IUAV Venezia, M. Mascia, Univ. di Padova, J. Masdonati, Univ. de Lausanne, Switzerland, T. Mazali, Politecnico di Torino, P. McIlveen, Univ. of Southern Queensland, Australia, M. McMahon, Univ. of Queensland, Australia, V. Milanesi, Univ. di Padova, P. Moderato, IULM Univ., S. Niles, The College of William & Mary, USA, C. Noworol, Jagiellonian Univ., Poland, V. Pace, Univ. di Padova, P. Paoletti Fondazione Paoletti, E. Pariotti, Univ. of Padova, P. Patrizi, Univ. di Sassari, V. Podgórna, Wrocklaw Univ., Poland, J. Pouyaud, Univ. de Bordeaux, France, H. Reid, Canterbury Christ Church Univ., UK, M.A. Ribeiro, Univ. de São Paulo, Brasil, E. Robusto, Univ. di Padova, L. Rocco, Univ. di Padova, J. Romano, Arizona State Univ., USA, J. Rossier, Univ. de Lausanne, Switzerland, P. Rottinghaus, Univ. of Missouri-Columbia, USA, G. Salviulo, Univ. di Padova, G. Sangiorgi, Univ. di Cagliari, M. Santi, Univ. di Padova, M. Savadori, Univ. di Padova, C. Schiersmann, Heidelberg Univ., Germany, D.E. Schultheiss, Cleveland State Univ., USA, K. Scorgie, Azusa Pacific Univ., USA, S. Sirigatti, Univ. Europea di Roma, C. Sorba, Univ. di Padova, R.G. Sultana, Univ. of Malta, Malta, A. Suppiej, Univ. di Padova, H. Suzuki, Ritsumeikan Univ., Japan, E. Tanti Burlò, Univ. of Malta, Malta, T. Tracey, Arizona State Univ., USA, P. Valerio, Univ. di Napoli Federico II, F. Vasca, Univ. del Sannio, G. Vidotto, Univ. di Padova, G. Vilhjálmsdóttir, Univ. of Iceland, Iceland, M. Watson, Nelson Mandela Metropolitan Univ., South Africa, P.C. Weber, Univ. of Applied Labour Studies Mannheim (HdBA), Germany, R. Young, Univ. of British Columbia, Canada.
GRAZIE a TUTTI e buona lettura!
Riferimenti bibliografici
Bosio, C., & Lozza, E. (2014). Psicologici: quale formazione per quale professione? Ricerche di Psicologia, 3, 459-475.
Cottone, R.R. (2014). On replacing the ethical principle of autonomy with an ethical principle of accordance. Counselling and Values, 59, 238-248.
Dollarhide, C.T. (2014). Using a values-based taxonomy in counselor education. Counselling and Values, 58, 221-236.
Ferrari, L. & Soresi, S. (2012). Crisi economica e orientamento: il punto di vista degli operatori. Giornale Italiano di Psicologia dell’Orientamento, 13, 37-47.
Fouad, N.A., & Jackson, M.A. (2013). Vocational psychology: Strengths, weakness, threats and opportunities. In W.B. Walsh, M.L. Savickas, & P. Hartung (Eds.), Handbook of vocational psychology: Theory, research, and practice (pp. 305-319) (4th ed.). New York, NY: Routledge.
Kaplan, D.M., Tarvydas, V.M., & Gladding, S.T. (2014). 20/20: A vision for the future of counselling: The new consensus definition of counselling. Journal of Counselling & Development, 92, 366-372.
Lent, R.W. (2013). Career-life preparedness: revisiting career planning and adjustment in the new workplace. The Career Development Quarterly, 61, 2-14.
Nota, L., Soresi, S., Ferrari, L., & Ginevra, M.C. (2014). Vocational designing and career counselling in Europe: Challenges and new horizons. European Psychologist, 19, 248-259.
Nota L. & Soresi, S. (2017). Counseling and Coaching in Times of Crisis and Transition From Research to Practice. London and New York: Routledge.
Nota, L., & Soresi, S. (2015). Il counselling del futuro. Padova: Cleup.
Soresi, S., Nota, L. & MC Ginevra (2016) Il counselling in Italia. Funzioni, criticità, prospettive e applicazioni. Padova: Cleup.
Savickas, M.L. (2003). Career counselling in the next decade. The Career Development Quarterly, 52, 4-7.
Savickas, M., Nota, L., Rossier, J., Dauwalder, J.P., Duarte, M.E., Guichard, J., Soresi, S., Van Esbroeck, R., van Vianen, A.E.M. (2009). Life designing: A paradigm for career construction in the 21st century. Journal of Vocational Behavior, 75(3), 239-250.
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“PRESENTAZIONE”

SIO - Società Italiana per l’Orientamento

Fondazione

L’Associazione S.I.O. (Società Italiana per l’Orientamento) è sorta nel 2004 e riunisce docenti, ricercatori universitari e professionisti operanti nel campo dell’orientamento al fine di tutelare gli utenti tramite:

- lo sviluppo della ricerca del settore
- la proposta di pratiche di buona qualità
- la promozione dell’orientamento come processo di realizzazione personale lungo tutto l’arco della vita


Lo stretto legame tra gli aspetti scientifici ed applicativi dell’orientamento scolastico - professionale garantisce la qualità delle iniziative e degli interventi che vengono programmati e realizzati da coloro che si riconoscono nella filosofia della SIO.
I soci della SIO considerano importante erogare aiuti finalizzati a consentire consapevoli operazioni decisionali di tipo formativo–professionale.

Si ritiene pertanto importante enfatizzare:

- i processi di problem solving professionale e le dimensioni ad essi associati;
- le dimensioni personali coinvolte nella realizzazione delle aspirazioni professionali;
- le variabili contestuali coinvolte nella realizzazione dei progetti professionali.

Il socio SIO incoraggia e stimola, nel limite del possibile:

- la raccolta autonoma di informazioni accurate ed attendibili;
- l’incremento delle credenze di efficacia professionale;
- l’ampliamento della gamma delle opzioni;
- l’aumento dell’autodeterminazione, dell’autoregolazione, dell’empowerment e dell’assertività;
- l’incremento dei supporti e delle risorse disponibili.

Il professionista dell’orientamento

Il professionista dell’orientamento impiega metodologie e strumenti dei quali è in grado di indicare le fonti e i riferimenti scientifici. Nelle proprie attività professionali e di ricerca e nelle comunicazioni dei risultati delle stesse, valuta attentamente, anche in relazione al contesto, il grado di validità ed attendibilità delle informazioni, dei dati e delle fonti su cui basa le sue conclusioni.- la raccolta autonoma di informazioni accurate ed attendibili;

- l’incremento delle credenze di efficacia professionale;
- l’ampliamento della gamma delle opzioni;
- l’aumento dell’autodeterminazione, dell’autoregolazione, dell’empowerment e dell’assertività;
- l’incremento dei supporti e delle risorse disponibili.

L’esercizio della professione

Nell’esercizio della professione, il socio SIO:

- rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione e all’autonomia dei suoi utenti;
- rispetta opinioni e credenze degli utenti/clienti; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, status socio-economico, genere, orientamento sessuale e abilità;
- interviene esclusivamente su richiesta dell’utente/cliente o di chi lo rappresenta e, in quest’ultimo caso, ne richiede l’assenso. Nel caso in cui l’utente/cliente manifesti problematiche non attinenti a quelle dell’orientamento, evita di occuparsene e rinvia la ricerca di soluzioni ad altri specialisti;
- mantiene un livello adeguato di preparazione professionale ed aggiornamento;
- utilizza solo strumenti per i quali ha acquisito adeguata competenza e, ove necessario, formale autorizzazione;
- salvaguarda la propria autonomia nella scelta dei metodi, delle tecniche e degli strumenti, nonché della loro utilizzazione; e si considera responsabile della loro applicazione e dei risultati che ottiene;
- rende possibile all’utente/cliente la consultazione del proprio curriculum , che mantiene costantemente aggiornato;
- nei casi in cui le aspettative e gli interessi dell’utente e del committente dell’intervento di orientamento non coincidano, si impegna a tutelare prioritariamente gli interessi dell’utente.

L’esercizio della professione

Possono far parte dell’Associazione in qualità:

- tutte le persone interessate allo sviluppo delle tematiche inerenti alla realizzazione dei principi della SIO;
- soci aderenti
- soci ordinari
- persone in possesso di un titolo specifico post laurea in materia di orientamento scolastico professionale rilasciato da una Università o in possesso di titolo equipollente;
- persone in possesso di laurea, che svolgano da almeno 3 anni attività di orientamento documentabili, presentate da due soci ordinari iscritti all’Associazione da almeno 2 anni;
- docenti universitari e ricercatori che svolgano la loro attività istituzionale nel settore dell’orientamento scolastico professionale;
- soci sostenitori: persone fisiche e giuridiche che intendano sostenere l'attività dell’Associazione con contributi economici e/o culturali;
- soci onorari: eminenti personalità italiane o estere, su chiamata del Consiglio Direttivo.
Nel 2014 il ministero ha fatto rientrare la SIO fra gli enti accreditanti.

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