Piras L., Maggio, F., Scarpa M.L., Perrella L., Lepri, G.L., Lodi E., Patrizi P.
Università degli Studi di Sassari
Negli ultimi anni, è emersa con forza la necessità di stimolare una riflessione profonda sul tema dell’orientamento come piattaforma per costruire futuri più sostenibili e inclusivi. Non si tratta solo di migliorare le condizioni di vita di ogni persona, ma di affrontare le sfide complesse a livello micro, meso e macro-sociale. L’orientamento deve quindi interrogarsi su come ripensare approcci e strumenti per poter accompagnare la progettazione del futuro anche tenendo maggiormente in considerazione aspetti sociali, contestuali e di comunità.
All’interno di questa cornice teorica, si è sviluppato il progetto “Photovoice come strumento per rigenerare prospettive individuali e collettive sul futuro”, un percorso che ha coinvolto 30 studenti del Liceo “G.M. Dettori – De André” di Tempio Pausania nel percorso laboratoriale “A scuola di giustizia riparativa: apprendisti/e facilitatori/facilitatrici” (a.s. 2024/2025). Il percorso di Photovoice si è svolto, infatti, nel più ampio progetto di “Tempio Pausania Città Riparativa” – prima restorative city in Italia – condotto e realizzato dal Team delle pratiche di giustizia riparativa dell’Università degli Studi di Sassari con l’obiettivo di realizzare un sistema coordinato di azioni che offrano a cittadini e cittadine dei territori coinvolti di sperimentare nuove forme di welfare locale. Lo strumento del Photovoice (“Voicing Our Individual and Collective Experience”) è una metodologia di ricerca-azione partecipata utilizzata nel campo della psicologia di comunità, attraverso cui le persone, spesso ai margini dei processi decisionali e dei flussi informativi, hanno l’opportunità di riflettere sulla e con la propria comunità utilizzando il linguaggio delle immagini per promuovere un cambiamento personale e collettivo. Il presupposto di base è che la fotografia viene utilizzata come forma di comunicazione efficace e diretta, divenendo mezzo per la descrizione di questioni sociali così come dei bisogni collettivi di una comunità, raccontati dal punto di vista privilegiato dei/delle partecipanti che vivono il contesto in prima persona. In particolare, la creazione di questo percorso ha avuto lo scopo di valutare punti di forza e criticità, le risorse e il senso di appartenenza, per promuovere la conoscenza e un dialogo critico rispetto al tema della realizzazione di un futuro con più giustizia sociale e diritti. Il Photovoice è stato utilizzato per consentire ai/alle giovani di definire la propria visione del futuro, immaginando la costruzione di futuri giusti, contrassegnati da pace, rispetto dei diritti e della giustizia. Grazie alle sollecitazioni generate dagli scatti fotografici e alle didascalie che hanno prodotto, è stato possibile approfondire durante il percorso temi per loro rilevanti quali: paura, pregiudizi e discriminazione, confronto e supporto sociale, identità individuale, senso di comunità e di appartenenza, empowerment e cura dell’ambiente naturale e delle relazioni.
Le domande stimolo che hanno guidato la riflessione sono state:
- Pensando a un futuro “più ricco” di pace, diritti e giustizia, come lo immaginate? (figura 1)
- Nella costruzione di questo futuro, quali ostacoli potreste incontrare? (figura 2)
- Per costruire questo futuro, quali risorse possiamo utilizzare? (figura 3)



Figura 1 Sogno Lucido. Questa foto esprime un senso di libertà poiché dalla natura nasce un essere non naturale, non conforme alle aspettative, che non viene influenzato nelle proprie scelte.
Figura 2 Unione tra realtà e natura. La foto dell’albero rappresenta la vita, la bellezza, e la famiglia che non è solo quella di sangue ma tutte le persone care a cui teniamo e con cui possiamo confrontarci. La luce che si intravede tra gli alberi rappresenta la speranza del nostro futuro. Per questo futuro possiamo utilizzare svariate risorse, ma tre sono le principali: il Rispetto che si riflette anche come rispetto della natura, il Confronto e la Consapevolezza.
Figura 3 Futuro abbandonato. La foto rappresenta l’incertezza del futuro, la sua invisibilità scura e misteriosa, inquietante e spaventosa; infatti la paura è uno degli ostacoli più grandi nella vita di tutti.
Il percorso di Photovoice è stato condiviso in una mostra aperta a tutta la comunità e alle istituzioni locali come occasione per sensibilizzare a una cultura di maggiore inclusione e partecipazione sociale e al fine di creare comunità più sensibili alla costruzione di futuri più giusti. In conclusione, l’esperienza del Photovoice ha stimolato riflessioni sui temi cruciali del futuro, promuovendo la possibilità di cambiamenti individuali e collettivi più consapevoli, partendo proprio dai/dalle giovani e dalle loro visioni del domani.
